L’inganno dell’intelligenza artificiale. Come resistere a big tech e costruire il futuro che vogliamo
L'inganno dell'intelligenza artificiale. Come resistere a big tech e costruire il futuro che vogliamo di Emily M. Bender e Alex Hanna, Fazi Editore
Nel business, l’hype è un costo occulto. Il saggio di Emily M. Bender e Alex Hanna demistifica la narrativa messianica delle Big Tech, svelando che dietro la definizione di “Intelligenza Artificiale” si cela un’operazione di marketing finalizzata all’accumulo di capitali.
Per chi guida un’azienda, questo libro non è un manifesto anti-tecnologico, ma uno strumento di risk management.
Il primo motivo per leggerlo è comprendere la reale natura degli LLM, definiti “pappagalli stocastici”. Non c’è comprensione o giudizio dietro l’output: si tratta di pura statistica predittiva. Ignorare questo limite significa esporre il proprio business a errori operativi drammatici e a un inquinamento dei processi informativi aziendali.
Il secondo motivo riguarda i costi occulti e la sostenibilità. Le autrici squarciano il velo sul “Ghost Work”, la forza lavoro invisibile e sottopagata che permette a questi sistemi di sembrare “magici”. A questo si aggiunge un impatto ambientale insostenibile: l’addestramento di un singolo grande modello produce circa 50 tonnellate di CO2, e i data center di Microsoft hanno registrato un aumento del 30% delle emissioni indirette dal 2020 a causa degli investimenti in IA.
L’alternativa all’entusiasmo acritico è l‘internalizzazione consapevole della tecnologia. Smettere di rincorrere la FOMO (la paura di restare esclusi) permette di evitare investimenti inefficienti in automazioni che precarizzano le competenze o deteriorano l’efficacia dei servizi aziendali attraverso la “merdificazione” (enshittification) dei processi.
Un libro fondamentale per trasformare l’IA da costo operativo opaco ad asset strategico governato e normato.
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